L’URAGANO HANNAH SCHMITZ TRAVOLGE TUTTI (SPECIALMENTE LA FERRARI)

Mark Thompson/Getty Images

In pochi conoscevano Hannah Schmitz, almeno fino al Gran Premio di Monaco 2022. Da lì in molti ne hanno parlato ma l’interesse mediatico sta avendo il culmine proprio in questi giorni.

Ma chi è Hannah Schmitz? È la stratega Red Bull da 13 anni e c’è la sua mente dietro a tutti successi ottenuti in queste stagioni. Inizialmente era stata assunta come responsabile della simulazione ma già dopo poco più di un anno è stata promossa ad ingegnere strategico, posizione ricoperta per oltre 10 anni portando a casa i quattro titoli mondiali di Vettel e la rinascita del Team dopo il declino.

In diverse occasioni in questa stagione è stata l’incubo della Ferrari, ad esempio a Montecarlo dove fece rientrare Perez al sedicesimo giro per montare le gomme intermedie mandando in confusione il box di Maranello che non rispose immediatamente con un pit stop dei suoi piloti e, quando lo fece, era troppo tardi per Sainz ed era la mescola sbagliata per Leclerc. Uno dei suoi mantra è “non è sempre l’auto più veloce a vincere la gara”. E come darle torto, visto i risultati Red Bull rispetto a quelli Ferrari.

Hannah è un ingegnere meccanico inglese di 37 anni. Laureata a Cambridge con una formazione in modellistica statistica, il suo ruolo è quello di studiare la strategia migliore per ottenere il maggior risultato possibile ad ogni Gran Premio, approfittare delle incertezze degli avversari ed elaborare dati statistici ottenuti dai vari modelli studiati per ogni gara.

Suo è il compito di seguire le condizioni meteo e l’evolversi della pista, in modo da poter scegliere la mescola più adatta in quel momento e sceglierlo quel momento, che solitamente è quello giusto. Anche valutare le performance dei propri piloti è tra i suoi compiti, come ad esempio considerare come lo stile di guida di uno o l’altro consumi o preservi di più le gomme.

Anche Max Verstappen ha elogiato il lavoro e la fermezza mentale della Schmitz durante l’ultimo Gran Premio in Ungheria, dove entrambi i piloti Red Bull erano obbligati ad una rimonta: “naturalmente è molto difficile fare sempre le scelte giuste ma credo che in squadra ci siano ragazzi e ragazze molto bravi. Oggi credo che Hannah, la nostra stratega, sia stata incredibilmente calma. Sì, è stata molto brava”.

Inizialmente c’è voluto del tempo per farle acquisire la sicurezza necessaria per farsi ascoltare e sperava che il suo arrivo portasse un po’ di diversità nel paddock, in cui certi ruoli sono solitamente maschili. “Penso che ci siano molte persone che inizialmente forse non hanno fiducia in te per questo lavoro. Come stratega devi dire a molte persone cosa fare e loro devono ascoltarti, quindi il trucco sta nel costruire quella fiducia ma credo che come donna sfortunatamente sia stato più difficile. Ma ora ho quel rispetto e spero che altre giovani donne che vogliono entrare in questo sport lo possano fare” ha detto.

Un altro dei suoi motti è “tutti hanno accesso agli stessi dati ma è ciò che riesci a fare con quei dati che ti dà il vantaggio”. E lei li sa sfruttare in modo eccellente.

Vincent Marre.