NOVITA’: Nuove immagini sui box e sugli spazi di ultima generazione dei team dall’Arabia Saudita

Mancano appena sei mesi al Gran Premio inaugurale dell’Arabia Saudita a Jeddah e, ​​per incuriosire i tifosi, gli organizzatori della gara hanno svelato nuovi rendering di come saranno i box e gli spazi di ultima generazione dei team
Edificato nel nucleo centrale del circuito, che dovrebbe essere il circuito stradale più veloce nella storia della Formula Uno, la costruzione si affaccia sulla griglia di partenza e sulla maestosa costa del Mar Rosso di Jeddah.
Disegnato dal rinomato architetto della Tilke, Ulrich Merres, l’innovativo edificio misura 280 metri di lunghezza, si sviluppa su quattro piani ed ha la forma di un paesaggio composto da cupole di diversa altezza.

Ospiterà tutti i garage del team, nonché il centro di controllo della gara e le esclusive suite di ospitalità premium del Paddock Club, offrendo agli ospiti una magnifica vista sulla corsia dei box e sulla griglia di partenza.
“Siamo lieti di condividere questi rendering esclusivi del nostro splendido Pit e Team Building con tutti i tifosi che ci seguono”, ha affermato il Principe Khalid Bin Sultan Al Abdullah Al Faisal, Presidente della Saudi Automobile & Motorcycle Federation (SAMF).
“L’edificio è il simbolo che racchiude tutto ciò che rappresenta questa gara: accoglienza, modernità e spettacolarità”.
“Ad appena sei mesi dall’appuntamento, le preparazioni vanno a ritmo spedito, il team organizzativo sta lavorando a gran ritmo per pianificare e realizzare tutto in tempo per il Gran Premio. Non vediamo l’ora di darvi il benvenuto a Jeddah il prosismo dicembre per vivere con noi un fine settimana spettacolare fatto di incredibili corse e puro divertimento!” ha concluso.

Vincent Marre.

Horner-Wolff, continuano i dissapori

Getty Images

Il padrone di Red Bull, Christian Horner, ha nuovamente criticato Toto Wolff per il modo in cui critica la sua squadra.
La Mercedes ha conquistato solo sei punti nelle ultime due gare, Monaco e Azerbaigian, segnando la sua peggior prestazione in due gare consecutive dalla fine del 2012.
Dopo aver visto Lewis Hamilton sprecare un’occasione d’oro per vincere a Baku, dove la squadra è partita senza un solo punto, Wolff ha detto che la sua squadra doveva invertire la rotta nelle gare successive.
Parlando di Baku, Wolff ha dichiarato: “Dobbiamo solo essere i migliori e dare il meglio di noi, solo così potremo migliorare le nostre prestazioni”.
“Sicuramente anche noi abbiamo contribuito alla pessima prestazioni, non siamo riusciti a fornire ai piloti un insieme competitivo e questo ci dispiace molto.
C’è sicuramente frustrazione. Non è solo l’incidente alla fine che ci dispiace, ma tutto il complesso che non soddisfa le nostre aspettative. Tutti noi insieme: Lewis, gli ingegneri, me stesso, tutti nel team”.
La Mercedes è dietro la Red Bull in entrambi i campionati, sia quello dei piloti che quello dei costruttori, ma nelle prossime settimane potrebbe cambiare tutto e la situazione si potrebbe ribaltare.
Durante il weekend del GP dell’Azerbaigian, Wolff e Horner avevano entrambi parlato pubblicamente dell’altro durante una polemica sull’ala “flessibile” della Red Bull.
Pare che la Mercedes si sia irritata particolarmente per la questione dell’ala, anche se non ci sono prove concrete.
C’erano suggerimenti che la Mercedes avrebbe protestato contro l’ala dopo la gara, anche se ciò non si è concretizzato. Ad un certo punto, Wolff ha addirittura descritto Horner come un ‘pallone gonfiato’.
Domenica sera il capo della Red Bull non ha perso l’occasione di ribattere: “E’ stato detto molto sui commenti di Toto, specialmente in questo fine settimana. Non si pone problemi a criticare anche duramente il suo team, io semplicemente non condivido questa sua scelta ma ovviamente è libero di dire quello che vuole e gestire la Mercedes come meglio crede”.

Vincent Marre.

Brawn non ha dubbi: Vettel è rinato in Aston Martin

Pare proprio che Sebastian Vettel sia rinato in Aston Martin, e la decisione del team di ingaggiare l’ex ferrarista sta finalmente dando i suoi frutti. Ad affermarlo è stato anche Ross Brawn.
Il quattro volte campione del mondo tedesco si è unito all’ex squadra Racing Point in questa stagione, dopo aver lottato nelle sue ultime due stagioni alla Ferrari, ed è arrivato in sostituzione del messicano Sergio Perez che ora è in Red Bull.
Nel Gran Premio dell’Azerbaigian di domenica Vettel ha chiuso al secondo posto alle spalle proprio di Perez, regalando all’Aston Martin il primo podio come costruttore di Formula Uno.
“Io stesso ero piuttosto scettico sulla decisione del team di ingaggiare Vettel, ma devo ammettere che mi sbagliavo: i risultati che sta ottenendo sono ottimi” ha dichiarato Brawn nel corso dell’intervista concessa a formula1.com.
“È rinato completamente, è chiaro che abbia ritrovato fiducia e ritmo. Questo è un ulteriore segnale di quanto il fattore psicologico possa incidere sulle prestazioni dei piloti”.
“Seb è stato messo nelle condizioni di rendere al massimo, con il giusto tipo di pressione e con ingegneri con cui sta imparando a lavorare. Sta ottenendo ottimi risultati e se lo merita. Bravo”.
Domenica il tedesco ha detto che ci è voluto un po’ di tempo per prendere confidenza con il team e con la macchina, un normale periodo di adattamento iniziale.
“Sono fiducioso, sono convinto che prima o poi riusciremo a trovare buone prestazioni e i risultati arriveranno” aveva detto al termine di una gara in cui ha chiuso quinto. Nel corso delle prime quattro gare, Vettel non era riuscito ad arrivare in zona punti.
“Posso capire chi dice che le pressioni sono minori rispetto alla Ferrari, ma c’è comunque voglia di fare bene, sono contento di aver raggiunto un buon risultato” ha aggiunto.
Al momento Vettel occupa la nona posizione in classifica con 28 punti, mentre il compagno di team, il canadese Lance Stroll, domenica è caduto a causa della foratura di una gomma ed è tredicesimo con nove punti.

Vincent Marre.

Gasly conferma: grandi rischi per arrivare a podio dopo i problemi al motore

Zak Mauger / LAT Images

Pierre Gasly ha disputato un ottimo Gran Premio in Azerbaigian; il pilota dell’AlphaTauri è riuscito a conquistare il suo terzo podio in carriera in P3, anche se ha ammesso che i problemi al motore accusati a metà gara gli hanno fatto pensare di non riuscire ad ottenere un buon risultato.
Il venticinquenne francese è partito dalla quarta posizione ed è riuscito a mantenerla per gran parte della gara, almeno fino a quando Sebastian Vettel l’ha superato al giro 35. Gasly non ha esitato ad esternare il suo disappunto al team dopo che il navigato pilota dell’Aston Martin l’ha sorpassato, ma poi ha confessato che per metà gara ha dovuto gestire anche un problema al motore che lo ha costretto ad un calo di potenza specialmente sul rettilineo.
“Il problema al motore che ho subìto a metà gara mi ha condizionato molto, è stato piuttosto difficile continuare a lottare. Stavamo perdendo molta potenza sul rettilineo, anche per questo Seb è riuscito a superarmi. Posso comunque ritenermi soddisfatto”.

Vincent Marre.

Guasti a Baku, la Pirelli non esclude l’ipotesi detriti. Avviata un’analisi

Mark Sutton

La spiegazione della Pirelli per giustificare i guasti alle gomme durante il Gran Premio dell’Azerbaigian è quella dei detriti. I responsabili, però, prima di trarre una conclusione definitiva hanno preferito avviare un’analisi per capire il quadro completo della situazione in cui sono verificate le due forature.
E’ infatti piuttosto curioso che sia Lance Stroll sia Max Verstappen abbiano accusato un guasto allo pneumatico posteriore sinistro mentre viaggiavano a oltre 300 km/h.
L’incidente di Verstappen ha causato la sospensione della gara a due giri dal traguardo. Le somiglianze tra i due incidenti hanno alimentato i dubbi degli esperti, ma il taglio trovato sulla gomma posteriore sinistra di Lewis Hamilton aumenta le possibilità che si tratti di un detrito in tutti e tre i casi.
Fortunatamente per il pilota britannico, la gomma non era lacerata al punto di danneggiarsi.
Da subito Pirelli ha escluso l’ipotesi usura dato che nessuno degli pneumatici coinvolti aveva una profondità del battistrada insolitamente bassa da poterne causare rottura.

Vincent Marre.

Clamoroso errore di Hamilton: ha premuto il pulsante sbagliato

Mark Sutton

Con grande rammarico, Lewis Hamilton ha dichiarato di aver perso la possibilità di trionfare nel Gran Premio dell’Azerbaigian perchè ha sbagliato il pulsante da premere.
Alla ripartenza dopo la foratura alla gomma posteriore sinistra di Max Verstappen, il britannico è ripartito alla grande ma, a causa di un errore maldestro, ha bloccato i freni ed è andato dritto in curva 1, retrocedendo fino alla sedicesima posizione.
Hamilton ha poi chiesto delucidazioni al team sulla possibilità che lui stesso avesse premuto il freno ‘magico’, solitamente utilizzato dai piloti per aiutare le gomme a scaldarsi durante il giro di formazione e per stare dietro alla Safety Car in caso di incidente. Il pulsante è spento in gara, così che il bilanciamento del freno possa essere equilibrato, ma il sette volte campione del mondo l’ha attivato erroneamente alla ripartenza dopo l’incidente di Verstappen, compromettendo la sua gara.

Vincent Marre.

Schumacher furioso con Mazepin: “Vuole ucciderci?”

Mark Sutton / LAT Images

Durante le batture finali del Gran Premio dell’Azerbaigian, Mick Schumacher si è arrabbiato molto con il compagno Nikita Mazepin dopo che il russo ha quasi causato un incidente.
Sul lungo rettilineo alla fine del circuito di Baku, Schumacher ha usato la scia per raggiungere Mazepin. Mentre Schumacher si è spostato a destra per effettuare il sorpasso, Mazepin si è mosso nella stessa direzione con notevole ritardo.
La pericolosità era elevatissima, anche perchè in quel preciso punto del circuito, le monoposto superano abbondantemente i 300 km/h.
Con grande freddezza Schumacher è riuscito ad evitare la collisione con il compagno e ha chiuso in tredicesima posizione.
Al termine della gara, però, è stato piuttosto chiaro nel messaggio radio al team: “Cosa c***o ha fatto? Sul serio, voleva ucciderci”.

Vincent Marre.

GRAN PREMIO DELL’AZERBAIJAN 2021 – GARA

Zak Mauger / LAT Images

PUNTI CHIAVE

  • Sergio Perez (Red Bull) ha vinto a Baku con due soste e una strategia soft-hard-soft. La gara è stata interrotta a tre giri dal termine dopo l’incidente del leader Max Verstappen. In regime di bandiera rossa, i piloti hanno potuto cambiare i pneumatici: una scelta fatta da tutti prima dello sprint finale.
Mark Sutton / LAT Images
  • La maggior parte dei piloti era orientata verso una strategia soft-hard prima della bandiera rossa, e ha poi scelto i P Zero Red soft per l’ultima parte di gara.
  • Appena oltre la metà di gara c’è stato un periodo di safety car dopo l’incidente di Lance Stroll (Aston Martin) in prossimità dell’ingresso della pit lane, a seguito dello sgonfiamento improvviso del pneumatico posteriore sinistro. Alla riapertura della pit lane, cinque piloti hanno effettuato il secondo pit stop, orientandosi su hard o soft.
Charles Coates / LAT Images
  • Ci sono già delle prime evidenze sulle possibili cause dei due incidenti, entrambi i quali hanno coinvolto la posteriore sinistra. Nessuno degli altri pneumatici in gara, con numero di giri pari o anche superiore, ha mostrato alcun segno di usura eccessiva. Nello stesso stint, è stato riscontrato un taglio sulla posteriore sinistra di Lewis Hamilton. Non sono state avvertite dai piloti vibrazioni prima di questi incidenti, e la posteriore sinistra non è la più sollecitata su questo tracciato. Tutte queste considerazioni fanno pensare ad un fattore esterno.
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  • Le temperature sono state inferiori rispetto ai due giorni precedenti, con 26° ambiente e 39° asfalto a inizio gara.

GRAN PREMIO DELL’AZERBAIJAN 2021 – QUALIFICHE

Charles Coates / LAT Images

PROBABILI STRATEGIE

Sebbene le mescole portate a Baku quest’anno siano uno step più morbide rispetto al 2019, è comunque probabile che la gara sarà ad una sola sosta.
Chi è obbligato a partire con P Zero Red soft – quindi i piloti in top 10 – probabilmente utilizzerà una strategia soft-hard, anche se questo dà molta meno flessibilità per quanto riguarda la finestra per il pit stop.

Charles Coates / LAT Images

Un’altra opzione valida – che però può essere utilizzata solo da chi non è nella top 10 – è quella di scegliere le mescole P Zero Yellow medium e P Zero White hard, soprattutto se le temperature della pista fossero superiori ai 50 gradi. In questo caso avrebbe senso prendere il via con la medium e poi passare alla hard: ci sarebbe infatti una finestra per il pit stop abbastanza ampia che lascierebbe molta libertà di decidere quando effettuare la sosta e il tempo necessario per effettuare il pit stop su questa pista non è neppure troppo elevato.

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C’è comunque anche la forte possibilità di ingresso in pista della safety car, come hanno dimostrato le numerose interruzioni causa bandiera rossa nelle qualifiche. Se entrasse in scena la safety car, offrirebbe l’opportunità di effettuare un pit stop “gratuito”, quindi partire con la mescola più morbida e veloce potrebbe risultare vantaggioso. A differenza di Monaco, però, la posizione in pista non è così fondamentale a Baku: qui il sorpasso è assolutamente possibile.

Mark Sutton / LAT Images

DA TENERE D’OCCHIO

  • La Q1 è stata influenzata da due bandiere rosse per altrettanti incidenti alla difficile curva 15. Una terza bandiera rossa ha invece provocato la chiusura anticipata della Q2, seguita poi da una quarta in Q3. In totale, le qualifiche si sono svolte in quasi un’ora e mezza.
Mark Sutton / LAT Images
  • Tutti i piloti hanno utilizzato la mescola soft per l’intera durata delle qualifiche, ad eccezione della Mercedes che ha scelto la medium per il primo run in Q1.
  • Dopo aver toccato un picco di oltre 55 gradi nelle prove libere di questa mattina, le temperature della pista nel pomeriggio sono state leggermente più fresche – intorno ai 46 gradi a metà sessione, con 29 gradi dell’aria.

Formula 1: annullato il Gran Premio di Singapore

Glenn Dunbar / LAT Images

A causa della pandemia Covid-19, il Gran Premio di Singapore è stato annullato.
Nella giornata di venerdì, l’organizzazione hanno confermato che l’evento, programmato inizialmente per il 3 ottobre, non si svolgerà. Stessa sorte che è toccata allo stesso GP lo scorso anno, sempre a causa del Coronavirus.
Secondo a quanto riferisce la BBC, la Formula 1 sta valutando diverse opzioni, tra le quali sostituire l’appuntamento con una tappa in Turchia, Cina o fare il bis al Circuito delle Americhe di Austin, dove il 24 ottobre avrà luogo i Gran Premio degli Stati Uniti.
La Turchia è anche stata in calendario per qualche tempo come sostituta del GP di Canada, ma il virus ha obbligato l’organizzazione ad annullare l’evento. Anche la Cina è stata costretta a posticipare il Gran Premio (sempre a causa della pandemia). Qualora le circostanze dovessero cambiare, e la situazione iniziasse a migliorare, allora si potrebbe sperare in un recupero.
Colin Syn, vicepresidente del GP di Singapore, ha affermato che il comitato organizzativo ha valutato attentamente le condizioni e, dopo lunghe riflessioni, ha maturato la sofferta decisione.