YUKI TSUNODA E LA QUINTA REPRIMENDA, PENALITÁ A MONZA

Peter Fox/Getty Images

Yuki Tsunoda è stato protagonista del Gran Premio d’Olanda, combinando un vero pasticcio e giocando un ruolo importante per gli esiti della gara (soprattutto di Leclerc).

Al giro 45 Tsunoda si ferma in curva 3, a cavallo tra la pista e l’erba, e agitato via radio dice che le gomme non sono fissate. Si pensa possa uscire la Safety Car e la Ferrari richiama Leclerc. Invece Tsunoda riparte, rassicurato dagli ingegneri del box che gli dicono che le gomme sono fissate.

Il pilota nipponico rientra di nuovo ai box, monta gomma rossa e i meccanici devono sistemare le cinture che probabilmente Tsunoda si è slacciato credendo di doversi ritirare. Riparte dai box ma comunica via radio che qualcosa è rotto nel posteriore e il Team gli dice di fermarsi, creando una Virtual Safety Car (facendo guadagnare moltissimo a chi non ha ancora effettuato il cambio gomme, come Verstappen).

Dopo la gara il pilota rilascia interviste dicendo che le cinture erano attaccate ma erano un po’ larghe. Cosa poco probabile, che suona un po’ come una scusa per non incorrere in sanzioni per aver guidato pericolosamente senza cinture. La scusa adottata non è servita ad evitargli la quinta reprimenda della stagione e, per regolamento, con un numero così alto di richiami scatta in automatico la penalità: Tsunoda partirà con 10 posizioni di penalità in griglia nel prossimo Gran Premio, che si disputerà a Monza dal 9 all’11 settembre.

Vincent Marre.