GRAN PREMIO DELL’AZERBAIGIAN 2017 – GARA

Baku City Circuit, Baku, Azerbaijan – World Copyright: Glenn Dunbar/LAT Images

RECORD SUL GIRO BATTUTO SU GOMME SUPERSOFT
DI OLTRE TRE SECONDI RISPETTO AL 2016
DANIEL RICCIARDO VINCE UNA GARA CAOTICA
CON LA STRATEGIA DETTATA DA INCIDENTI E INTERRUZIONI

Il Gran Premio dell’Azerbaijan è stato contraddistinto da numerose safety car e da un’interruzione prolungata per bandiera rossa prima di metà gara, per consentire la rimozione di detriti in pista causati da incidenti. Ciò significa che non è stato possibile attuare la strategia a sosta unica che sarebbe stata scelta da tutti i piloti di testa, con i team che hanno dovuto far fronte a circostanze in continua evoluzione. Quasi tutti i piloti hanno cambiato pneumatici una prima volta sotto safety car al 13° giro. Al 22° giro, in regime di bandiera rossa, nuovo cambio di pneumatici: la gara è ripartita con uno sprint di 29 giri, dove tutti i piloti hanno usato pneumatici supersoft per arrivare al traguardo. Daniel Ricciardo ha saputo approfittare della situazione per vincere la gara. Ottima performance per Valtteri Bottas, che è riuscito a rimontare dall’ultima posizione fino ad arrivare secondo, anche lui con gomme supersoft per quasi tutto il GP.

Gara folle, ma Sebastian Vettel estende il vantaggio nel mondiale. Kimi out

Nella gara più incredibile di tutto il mondiale (e forse della storia) Seb Vettel conquista un quarto posto che gli consente di portare a 14 il suo vantaggio in testa alla classifica del mondiale Piloti. Kimi deve purtroppo arrendersi alle conseguenze di un tamponamento al via.

Due curve e già succede di tutto, con Kimi che viene spinto contro il muro a destra quando aveva già passato Bottas all’esterno, mentre la Mercedes rompe l’ala anteriore. Seb si ritrova secondo dietro a Hamilton, mentre anche l’altra Ferrari rimane in gara, quinta. Al nono giro Seb segna il giro veloce, il suo distacco è sotto i 4 secondi. La SF70H di Kimi non è in condizioni perfette, ma il duello Perez-Verstappen davanti a lui gli dà modo di restare in contatto. La Red Bull ha problemi di motore e Iceman guadagna una posizione.

Dodicesimo giro, Kvyat fermo in pista, esce la safety car e Seb si tuffa al box e monta le Soft. Kimi lo imita subito dopo. La neutralizzazione cambia per tutti le strategie, meno preoccupazione per i consumi ma dubbi sulla temperatura delle gomme.

Baku City Circuit, Baku, Azerbaijan – World Copyright: Steven Tee/LAT Images

La corsa riprende al 17esimo passaggio e Seb si difende bene dall’attacco di Perez, mentre Kimi non può fare altrettanto e perde due posizioni. Ma immediatamente dopo torna fuori la safety car: detriti in pista, il deflettore sulla macchina di Kimi ha ceduto del tutto. I piloti dovranno passare dalla corsia box. Hamilton rallenta troppo, Seb quasi gli va addosso (e si arrabbia), mentre al restart Kimi fora la posteriore destra sui rottami della Force India di Perez. E’ l’ennesima interruzione e Raikkonen va ai box. Ma la gomma va a pezzi, il danno aumenta e deve ritirarsi. Poco dopo esce la bandiera rossa. Una lunghissima interruzione, che dà modo ai ragazzi di fare un altro miracolo sulla vettura di Kimi, per rimetterla in pista. Ma l’intervento in “fast lane” per togliere qualcosa di rotto gli costerà un’investigazione. La corsa riparte alle 18:18, mancano 27 giri e Seb stavolta attacca con decisione, difendendosi al contempo da Ricciardo. Il ritmo, rimontate le Supersoft, è serrato.

Non finisce qui. Hamilton deve fermarsi per fissare il poggiatesta nello stesso momento in cui a Seb viene comunicata una penalizzazione di 10” per “guida pericolosa”. Entra ai box e… esce davanti alla Mercedes! Intanto, però, Kimi deve scontare un drive-through per la riparazione in corsia box.

La classifica al giro 36 recita Ricciardo-Stroll-Magnussen-Ocon-Bottas, poi Seb e Hamilton in piena lotta. Vettel si libera di Magnussen ed è quinto. Poi passa Ocon alla staccata di curva 1 e per un giro mette la Force India fra sé e l’inseguitore. Poi inizia a martellare nei tempi parziali e segna il giro veloce al 45esimo passaggio. Tre giri dopo, Kimi si arrende ai box, congratulandosi con i meccanici. “Grande lavoro lo stesso”.

L’ultimo giro non finisce mai. Sul filo di lana, Sebastian resiste. Un quarto posto che è quasi una vittoria.

Maurizio Arrivabene commenta la gara:

“Credo che quanto è successo oggi sia sotto gli occhi di tutti, a iniziare dall’episodio al primo giro, con Kimi spinto contro le barriere, per passare a quanto accaduto a Sebastian nel giro di ripartenza della safety car. Non è da noi entrare in polemiche, ma mi sembra di poter dire che certe decisioni, nel dubbio, non risultano mai favorevoli al nostro team. Ci siamo battuti, anche se i fatti non ci hanno dato ragione. La macchina c’è e oggi in gara lo si vedeva. La squadra ha dimostrato la sua forza, dal cambio del motore sulla monoposto di Seb di sabato al lavoro sulla macchina di Kimi durante l’interruzione della gara, rimettendolo in pista nonostante i danni subiti. Questa è la Ferrari: parliamo poco, ma lavoriamo. Inizieremo da subito a farlo in vista del GP Austria, con ancora più determinazione di prima per le dodici gare che rimangono.”