Focus: la chiamata che ha aiutato Vettel a battere il compagno Leclerc

Sam Bloxham / LAT Images

Finalmente un sorriso per Sebastian Vettel: il tedesco ha trionfato dopo aver passato il resto della stagione all’ombra di Charles Leclerc, che però non ha trionfato nel Gran Premio di Singapore.

La strategia della Mercedes, invece, non si è rivelata vincente e il team non è arrivato a podio per la seconda volta in stagione.

Come Vettel è riuscito a battere Leclerc

Glenn Dunbar / LAT Images

Leclerc aveva fatto tutto bene: ha preso la pole position, si è goduto un discreto vantaggio e ha gestito alla perfezione il ritmo, o almeno così pensava.

Il monegasco però, abbassando il passo-gara nella prima fase per gestire Mercedes e Red Bull, ha aperto la strada al compagno di squadra che ne ha subito approfittato. Vettel è stato il primo dei primi sei a fermarsi e ha abbandonato le sue gomme morbide per quelle dure al diciannovesimo giro, una mossa che si è rivelata un colpo da maestro. Leclerc si è fermato un giro dopo, ma ormai era troppo tardi: il tedesco è passato e Leclerc non ha nascosto la sua insoddisfazione per la strategia. “Ne parleremo dopo la gara”, ha detto al team Ferrari. “Non è giusto”.

In diversi hanno pensato che venisse comunicato al tedesco di far passare il giovane ma non sarebbe stata una decisione facile e il team del cavallino ha deciso quindi di evitare. Inoltre sarebbe stato importante per Vettel agguantare la vittoria dopo oltre 12 mesi. L’esperto pilota si è quindi preso la pole position, lasciando al compagno di squadra il secondo gradino del podio che significa doppietta, evento che non accadeva alla scuderia Ferrari dal 2017.

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Dopo la gara, Leclerc ha deciso di non puntare il dito contro il suo team: “Non mi aspettavo che Seb mi passasse, ma capisco anche che se questa decisione è stata presa è per il bene della squadra”, ha detto. “Ma è difficile da capire in macchina”. Il capo del team Ferrari Mattia Binotto ha dichiarato: “Quando abbiamo fermato Sebastian, Verstappen era pronto a fermarsi, quindi abbiamo dovuto proteggere la sua posizione – ha detto -. E’ stata l’occasione migliore per noi per superare Hamilton. Quindi quello era il momento giusto per fermare Sebastian”. “Non avremmo potuto fermare Charles in quella fase. Se stai guidando la gara non puoi fermarti da primo.”

Autore: Jade B.

Niente Red Bull per Kvyat: rimarrà in Toro Rosso anche nel 2020

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Daniil Kvyat non tornerà in Red Bull il prossimo anno dopo che il consigliere Helmut Marko ha confermato che il team ha ‘internamente’ concordato che il russo rimarrà in Toro Rosso nel 2020.

In vista delle qualifiche per il Gran Premio di Singapore, Marko ha dichiarato a Sky Sports che il compagno di squadra in Red Bull di Max Verstappen la prossima stagione sarà l’attuale Alexander Albon o, come alternativa, Pierre Gasly.

“Faremo le nostre valutazioni dopo il Messico” aveva risposto il pilota sul possibile ritorno in Red Bull. “Kvyat è stato confermato, la sua posizione all’interno del team è ben chiara. Red Bull? E’ una questione tra Gasly e Albon”.

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Le dichiarazioni di Marko arrivano a meno di 24 ore da quando Kvyat ha annunciato alla stampa che la decisione spetta a Red Bull.

“Dobbiamo solo esser pazienti al momento” ha detto il pilota nella giornata di venerdì. “Ora non ha molto senso parlarne perchè il cambio pilota in Red Bull è appena avvenuto e ci sono troppi pochi elementi per fare un bilancio su Alex e, quindi, tutte la valutazioni del caso. Ho fatto un anno molto positivo in Toro Rosso, il primo podio dopo tanti anni e questo mi fa sentire molto bene”.

Albon, che ha impressionato nelle due uscite da quando quest’estate è stato promosso alla squadra principale, sembra quindi destinato a mantenere il posto anche per il 2020. Qualora le cose dovessero sistemarsi in questo modo, le probabilità di vedere Kvyat e Gasly in Toro Rosso sarebbero notevoli.

Autore: Jade B.

Hamilton-Verstappen: si decide tutto a Singapore

Zak Mauger / LAT Images

Dopo due lotte serrate con Charles Leclerc nelle ultime due gare, Lewis Hamilton sembra orientato a stoppare il rivale della Red Bull Max Verstappen. La natura del circuito di Singapore, ricco di curve per lo più a media e bassa velocità, strizza l’occhio a Red Bull e mercedes ma non sorride alla Ferrari.
Venerdì sera è arrivata anche la conferma: Hamilton ha dato 0.184 secondi a Verstappen e 0.818 a Sebastian Vettel, che ha chiuso in terza posizione. Il pilota della Red Bull in realtà è stato più veloce del britannico nei primi due settori, perdendo tutto il vantaggio nell’ultimo segmento, complice anche il traffico.
“Avevo tre o quattro macchine da superare, è per questo motivo che non ho reso al meglio nell’ultimo settore”, ha detto al termine della sessione”. “I segnali che sono arrivati sono buoni: sono migliorato di circa due decimi rispetto al giro fatto con la gomma dura. Certo è che anche Lewis sembra in forma”.

Sam Bloxham / LAT Images

Durante il suo giro, Hamilton non ha incontrato traffico ed è stata una prova tutto sommato regolare: il pilota è riuscito a rendere al meglio sfrecciando in tutti e 23 i punti di corda, apportando ben poche correzioni all’uscita dalle curve.
Come sempre ci sarà ancora tempo prima della gara, ma stando a quello che si è visto fino a questo momento Hamilton sembra aver trovato la quadra a Singapore.
“Ero molto contento” ha detto. “Oggi mi sono sentito molto meglio nell’auto rispetto al passato, non mi accadeva da un po’. Spero di provare questa sensazione per tutto il weekend. Penso che abbiano fatto delle correzioni anche su alcuni tratti di asfalto, le gomme al momento rispondono bene”

Autore: Jade B.

‘Amore e odio’: la sfida fisica dei piloti al GP di Singapore

Lando Norris, McLaren MCL34 (Foto: Glenn Dunbar / LAT Images)

Per i piloti di Formula 1, il Gran Premio di Singapore rappresenta la sfida fisica più ardua dell’anno. Un mix di caldo, umidità e una gara di due ore mette a dura prova il fisico. Se poi si aggiunge la sfida mentale che consiste nel far passare la monoposto tra due barriere di cemento a 180 chilometri orari, allora quella asiatica è una sfida che non ha eguali, neanche in altri sport. Durante la competizione di domenica, ogni pilota dovrà combattere una battaglia impari contro la disidratazione e lo stress derivato dal caldo. Oltre ad incidere sulla condizione fisica, le condizioni atmosferiche potrebbero intaccare anche la concentrazione mentale, andando ad intaccare la prestazione.

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Anche le vetture devono essere preparate al meglio: i tecnici dei team dovranno lavorare sodo per consentire alle monoposto di rendere al meglio a Singapore. Potrebbe bastare un errore derivato dal pilota o dalla vettura per rendere l’abitacolo un ambiente intollerabile. Basti pensare al 2014, quando Kevin Magnussen (allora al volante della McLaren) riportò lievi ustioni derivate dal sedile: l’aria calda veniva trasmessa dal radiatore. Le condizioni non erano certo le migliori: 30 gradi e un’umidità dell’80%, fattori che si aggiungono al radiatore difettato, hanno fatto correre un gran rischio al pilota.

Autore: Jade B.

Giorni nebbiosi a Singapore

Steven Tee / LAT Images

I singaporiani l’avevano annunciato: non avevano mai visto una simile foschia.

Nella serata di mercoledì, quando il personale della Formula 1 è arrivato a Singapore, l’indice degli inquinanti standard (PSI), vacillava tra 178 e 180. Sostanzialmente, la qualità dell’aria a Singapore era ‘malsana’, vicino al limite del ‘molto malsana’.

La nebbia tossica deriva dagli incendi boschivi di massa nell’area asiatica, dove migliaia di ettari di terreno sono stati bruciati illegalmente.

REUTERS/Regina Safri/Antara Foto

La situazione era talmente grave che l’Agenzia nazionale per l’ambiente di Singapore ha consigliato ai cittadini di evitare una lunga esposizione all’aria aperta e passare più tempo possibile al chiuso.

Fortunatamente giovedì l’allarme è rientrato: alle 10 l’indice PSI registrava 140, 117 a mezzogiorno. Alle 17 il livello è sceso a 99, rientrando nella categoria ‘moderata’.

La nebbia dovrebbe continuare a diradarsi, ma non è escluso un innalzamento di PSI nelle giornate di sabato e domenica.

Gli organizzatori, nell’ambito del piano di emergenza, hanno fatto scorta di maschere protettive da consegnare ai soggetti più a rischio: anziani, bambini e donne incinte. Gli altri spettatori potranno acquistare le maschere al prezzo di 2 dollari qualora il PSI dovesse superare quota 151.

Nonostante la gara sia una delle più lunghe e stressanti del calendario, i rischi per i piloti sono molto bassi.

Autore: Jade B.

Kubica lascerà la Williams al termine della stagione

Robert Kubica ha confermato che non proseguirà la sua avventura con la Williams dopo questa stagione, mettendo fine al suo memorabile ritorno in Formula 1. Il pilota polacco è tornato in pista in questa stagione per la prima volta dall’incidente che avrebbe potuto porre fine alla sua carriera durante una manifestazione nel 2011. Kubica era considerato un possibile futuro campione del mondo prima dell’incidente che gli lesionò anche il braccio destro.

Autore: Jade B.

Williams-Mercedes, accordo fino al 2025

La Williams ha esteso l’accordo per la fornitura del motore con Mercedes fino alla fine della stagione di Formula Uno 2025.

Il team inglese si è affidato a Mercedes dalla stagione 2014 e nei primi due anni di collaborazione ha ottenuto buoni risultati. Prima del prolungamento, l’accordo aveva come termine ultimo il 2020. L’accordo è stato confermato venerdì.

Claire Williams – Williams Racing -Monza 2019

La Williams al momento si trova in fondo al campionato, ma Claire Williams, vice-capo squadra del team della sua famiglia, è convinto che quella con Mercedes sia la miglior collaborazione per le aspirazioni a lungo termine del team.

Autore: Jade B.

GRAN PREMIO DI SINGAPORE 2019 – ANTEPRIMA

Jerry Andre / Sutton Images

Il campionato del mondo lascia l’Europa e fa rotta verso l’Asia. Domenica si corre infatti il 12° Gran Premio di Singapore di Formula 1, 15° appuntamento dei 21 stagionali. La gara si è sempre disputata sul tracciato di Marina Bay ed è celebre per il fatto che si svolge in notturna. Scatta infatti alle ore 20.10 locali (14.10 CET), con la pista illuminata a giorno da potenti riflettori. La Scuderia Ferrari qui vanta due vittorie, oltre a quattro podi e ad altrettante pole position.

Dopo aver salutato l’Europa, la Formula 1 arriva a Singapore per l’unica gara in notturna dell’anno. Per il circuito cittadino che conta il maggior numero di curve in tutta la stagione (23), Pirelli ha nominato White hard C3, Yellow medium C4 e Red soft C5, le tre mescole più morbide della gamma. Il tracciato di Marina Bay – il secondo più lento dell’anno, dopo Monaco – presenta livelli di grip molto bassi: qui i team privilegiano assetti ad alto carico aerodinamico per aumentare la velocità in curva.

World Copyright: Vincent Marre
  • Le tre mescole nominate sono piuttosto simili a quelle portate qui nel 2018: soft, ultrasoft e hypersoft hanno risposto al meglio alle esigenze di una gara impegnativa, vinta da Lewis Hamilton (Mercedes) grazie a una strategia hypersoft-soft. Diverse le tattiche scelte dagli altri piloti.
  • Questo tracciato detiene il record di safety car, considerate soprattutto le scarse vie di fuga e le barriere che delimitano la pista che non perdonano il minimo errore. Le strategie devono essere molto flessibili per poter sfruttare al meglio tutte le eventualità.
  • Usato solo una volta l’anno, Marina Bay è un circuito “sporco”, soprattutto nelle prime sessioni, e con un’elevata evoluzione della pista. I tombini e le linee bianche possono alterare i livelli di aderenza.
  • Date le temperature elevate e l’umidità, questa gara è piuttosto difficile dal punto di vista meccanico, anche per la scarsa ventilazione dovuta alle caratteristiche della pista.
  • Le temperature ambiente e asfalto evolvono in modo diverso rispetto al solito, visto che la gara si disputa in notturna. Non è sempre facile avere un’accurata lettura delle possibili condizioni di gara, dato che le sessioni iniziano nel tardo pomeriggio e continuano in serata.
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Autore: Jade B.